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22AgostoWhiteParty

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ciao, piacere…

22/08/17 – 22/08/18

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Buongiorno.

Quella mattina mi svegliai molto presto. Non ero riuscito a dormire molto. Presi il costume, la camicia e andai a vestirmi. Quella mattina, aveva qualcosa di diverso. Passai l’intera giornata al mare, faceva caldo. Ricordo di aver parlato con i miei della mia voglia di aprire un sito web tutto mio dopo essermi laureato. Ricordo, la sensazione di vuoto che mi prese nel dire questa cosa. Perché? Forse perché vicino a me avrei voluto avere una persona speciale con cui condividere i miei successi, i miei traguardi. Non ci feci caso ma forse, quello era il primo segnale di una giornata che avrebbe cambiato del tutto, le giornate successive per molto tempo. Il pranzo fu veloce, non avevo molta voglia di mangiare ed ero sempre e costantemente fissato con la dieta. C’ero solo io a mangiare quel riso e tutte le volte il cameriere lo trovavo con il sorriso perché finalmente, qualcuno si era avvicinato.

Ti aspettavo, forse già tra i miei pensieri.

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WHITE
PARTY

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Dress Code.

Alle ore 19:00 suona un promemoria sul mio Calendario: “Serata white”. Non mi sono mai molto piaciuti i dress code. Non so forse il pensiero che qualcuno mi dica come vestirmi mi da fastidio. Quella sera scelsi pantalone beige e camicia bianca. Già, quella che scelsi anche tu. Scesi a cena e tra varie persone che non avevano capito della serata white,restai fuori a chiacchierare con Andrea, prima che iniziasse lo spettacolo. Parlammo di tutto: scarpe, calcio (che odio) e amore. Mi raccontava di come una ragazza le piaceva ma non sapeva come approcciarsi a lei e mentre parlavamo, iniziò lo spettacolo. Avevo come la sensazione che tutto quanto stesse andando troppo velocemente, che quell’estate prima di laurearmi stava andando come un treno ed io non ero pronto a starle dietro. Avevo lavorato fino a quattro giorni prima, avevo bisogno di qualcosa che mi sconvolgesse tutto.

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LOVELY
BLUE
EYES

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Ciao, piacere Melissa

Finito lo spettacolo ci siamo ritrovati tutti in piscina. C’era tantissima gente, troppa. Ammetto di essermi sentito un’pò impacciato, un’pò fuori luogo. Presi un cocktail e devo dire, nemmeno tanto buono e andai verso la pista dove tutti stavano ballando. Sai quando hai l’impressione che qualcosa stia per succedere? Quando ti trovi in un luogo e da un momento all’altro sta per accadere qualcosa? Bè, era proprio quello che stava succedendo. Mi voltai ed una ragazza si presentò. “Sei di Roma?”, nemmeno ci feci tanto caso. Poi, si incontrai i tuoi occhi. Eri bellissima in quella tua camicia bianca, un profumo da favola e due occhi celesti che mi guardavano: “Ciao piacere Melissa”. Tre parole, semplici, che mi hanno fatto scordare di tutto quello che avevo intorno. Non sentivo più la musica, i rumori. Sentivo solo te, le tue parole, il tuo modo stupendo di parlare ed il nostro modo di guardarci. Quella sera la passai così, nel modo più bello e semplice che mai avessi potuto fare. Mi incastravo nei tuoi discorsi e nei tuoi occhi. Guardavo il movimento delle tue labbra pensando e fantasticando che forse, in quel momento, un bacio avrei voluto volentieri dartelo. Stavo davvero bene e da quel giorno, non ho mai smesso.

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BUONANOTTE

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“Come quando io ti ho visto, per la prima volta, tra milioni di occhi la vita si nascose. Come fissare il sole, in una notte”.

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Quello che è successo quella sera, penso si possa riassumere con quelle poche righe della canzone di Tiziano Ferro. Una serata stupenda che vorrei rivivere altre mille volte. Non sapevo nulla di te ed in mezz’ora ho voluto iniziare a conoscere il tuo mondo, forse perché incuriosito da tutto quello che potevi essere. Andato via da li quella sera ti ho pensato molto, lo ammetto. Ho pensato alle tue parole ma soprattutto al modo buono e bello che avevi di guardarmi. Ti ho cercato il giorno dopo e quello ancora.. ma questo forse, è un’altra storia. Non penso ci sia stato nulla di automatico oppure organizzato. Penso che ci siamo scelti e penso che il destin, almeno in questo, abbia giocato le carte giuste per entrambi. Ho trovato in te, la mia persona. Non quella che ti completa, ma quella che è uguale a te ed insieme sapetefare tutto. Ho imparato a conoscerti piano piano, già da quella sera. Ho passato i giorni successivi a pensarti e da quella sera, credimi non sei mai andata via dalla mia testa. Ancora oggi, se ci ripenso, sorrido e mi vengono i brividi a ricordarla. Fu una serata stupenda, l’inizio di qualcosa che insieme hai chiesto di voler scrivere. Passi lenti e continui, senza mai fermarsi. Stessa strada, stessa velocità. E’ cosi, che mi sono innamorato di te, dei tuoi gesti semplici. Solo dei tuoi. Sono innamorato di quello che da quel 22 Agosto mi regali. Amo i tuoi sorrisi, impazzisco per i tuoi abbracci lunghi, lenti e dolci. Sono follemente innamorato dei tuoi dettagli e di tutto quello che ti rende unica, perché lo sei.

GRAZIE DI ESISTERE.

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Tuo da un anno,
Andrea.

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